XIV, 2020/3 (luglio-settembre)

Editoriale

Editoriale del direttore

Marco Biffi

Pagine 1-2 - PDF

Consulenze linguistiche

Il COVID-19 o la COVID-19?

Sara Giovine

Pagine 3-9 - PDF

Plexiglas o plexiglass?

Valeria Della Valle

Pagine 10-11 - PDF

Lazzaretto o lazzareto?

Francesco Crifò

Pagine 12-13 - PDF

Stigmatizzare

Paola Manni

Pagine 16 - PDF

Cosa hanno a che fare i babbi con i babbei?

Franco Fanciullo

Pagine 17-19 - PDF

Una risposta per esordienti (o esordenti)?

Raffaella Setti

Pagine 23-24 - PDF

Avverbi infidi

Ilaria Bonomi

Pagine 25-28 - PDF

Una tantum

Alberto Nocentini

Pagine 29-30 - PDF

Ammazza, che caldo!

Paolo D'Achille e Anna M. Thornton

Pagine 31-33 - PDF

Scalèo e scalandrino

Alice Mazzanti

Pagine 38-42 - PDF

Questa domanda rileva, eccome!

Vittorio Coletti

Pagine 43-45 - PDF

Quando Arianna fu piantata in asso (a Nasso)

Luisa di Valvasone

Pagine 46-50 - PDF

Ci può essere qualcosa di inarrivabile

Paolo D'Achille

Pagine 54-55 - PDF

E’ v’abbaia la volpe

Ilaria Bonomi

Pagine 67-68 - PDF

La Crusca rispose

Il nome ebola: istruzioni e modalità d'uso

Maria Cristina Torchia

Pagine 78-81 - PDF

Parole nuove

Didattica a distanza (DAD)

Miriam Di Carlo

Pagine 82-91 - PDF

Domotizzare/domotizzazione

Francesca Cialdini

Pagine 92-96 - PDF

Webinar

Luisa di Valvasone

Pagine 104-110 - PDF

Articoli

Temi di discussione

Il genere di covid-19 e i giornali italiani

Claudio Marazzini

Pagine 134-137 - PDF

Notizie

Notizie dall'Accademia

A cura del comitato di redazione

Pagine 142-143 - PDF

Bibliografia

e-ISSN: 2532-9006

Data pubblicazione: 30 set 2020

ISBN (Digital edition PDF): ID_1485

DOI 10.35948/2532-9006/2020.4348

© 2020 Accademia della Crusca

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Nel terzo trimestre del 2020 i quesiti giunti alla redazione, in questo particolare periodo sospeso tra vacanze surreali ed emergenza coronavirus, sono stati 827. Le risposte pubblicate dal servizio di Consulenza linguistica sono state 22.

Naturalmente alcuni quesiti sono legati alla vita ai tempi del coronavirus (lazzaretto o lazzareto? si sono chiesti in molti dopo che la parola è tornata di moda nei mezzi di comunicazione di massa), o alla malattia stessa (la COVID 19 o il COVID19?). Ma la maggior parte delle domande dei lettori hanno fatto emergere voglia di normalità: così si è molto spesso ritornati ai temi caldi tipici della nostra era (i nomi di professioni e mestieri al femminile: per falegname, legnaiolo, carpentiere, fabbro, muratore, controllore), alle parole ed espressioni regionali (scaleo e scalandrino, ammazza), ai detti (E’ v’abbaia la volpe, lasciare in asso/ lasciare in Nasso), a vecchi “neologismi” su cui riflettere (come l’uso di governatore nel significato di ‘Presidente della Regione’). La ricchezza delle riflessioni che la nostra lingua stimola nei parlanti che si rivolgono all’Accademia emerge come al solito dal copioso indice delle “Consulenze linguistiche” di questo numero, a cui vanno aggiunte le 244 risposte personali inviate per posta elettronica.

La dimensione “coronavirus” ha volutamente condizionato la rubrica “La Crusca rispose” in cui sono state riunite tre risposte legate al vocabolario medico e sanitario: quelle su comorbidità/ comorbilità/ comorbosità, starnutiresternutiresternutare ed ebola.

La sezione dedicata alle “Parole nuove” ha come scopo principale quello di fornire trattazioni scientifiche in relazione al significato, alla diffusione, all’origine, alla collocazione nello spazio linguistico di parole attualmente a larga diffusione nella nostra lingua. Non è certo se diventeranno neologismi stabili, che andranno ad arricchire la struttura lessicale della nostra lingua; ma quel che è certo è che in questo particolare momento storico vengono usate largamente nella rete e nei mezzi di comunicazione di massa e diventa pertanto importante darne una descrizione lessicografica adeguata. Non deve stupire quindi che nel trimestre luglio-agosto 2020 l’attenzione della redazione abbia in parte continuato a rivolgersi alla situazione di emergenza, dedicando due articoli al tema della didattica a distanza (su cui si ricorda anche il tema pubblicato “Italiano digitale”, n. 13: Documento per la ripresa della vita scolastica), in un momento di calda discussione nelle fasi di impostazione del nuovo anno scolastico e del nuovo anno accademico: Didattica a distanza (DAD), appunto, e webinar. A questi si aggiungono quelli su Domotizzare/ domotizzazione e algocrazia/ algoretica.

Uno dei due “Temi di discussione” di questo numero, del Presidente Claudio Marazzini, è legato al genere di covid-19, ma ha più che altro come oggetto principale la superficialità di certa informazione (Il genere di covid-19 e i giornali italiani), in un momento in cui una maggiore attenzione e un maggior rigore sarebbero particolarmente necessari.  L’altro, della Presidente onoraria Nicoletta Maraschio, è dedicato invece al progetto del museo della lingua italiana, con sede a Firenze (Il Museo della lingua italiana: una svolta nella politica linguistica nazionale?), su cui si ritorna anche nelle “Notizie dell’Accademia”.

Infine, nella sezione “Articoli”, trova posto un contributo sull’uso del femminile come “genere di disprezzo” a partire dal caso di presidenta (che nella stampa è stata più volte presentata, falsamente, come forma accettata – addirittura promossa – dalla stessa Accademia).

Chiude il numero la rubrica delle “Notizie dall’Accademia” relative al terzo trimestre del 2020.