Parole nuove

Dissare

  • Barbara Patella
SOTTOPOSTO A PEER REVIEW

DOI 10.35948/2532-9006/2022.14678

Licenza CC BY-NC-ND

Copyright: © 2022 Accademia della Crusca


A partire dai primi anni Duemila, il verbo dissare (attualmente non censito da alcuna fonte lessicografica) è entrato a far parte del gergo della musica rap, che attinge spesso al serbatoio lessicale angloamericano: dissare, infatti, è un adattamento del verbo inglese (to) dis con l'aggiunta, all’infinito, della desinenza italiana -are della prima coniugazione, che determina, come avviene non di rado, il raddoppiamento della consonante (si pensi a chattare, blastare, freezare, twittare, friendzonare ecc.; sui nuovi verbi in -are si veda la scheda di Raffaella Setti).

In lingua inglese dis – diffuso peraltro anche nella variante grafica diss e nato dall'accorciamento di (to) disrespect – è registrato dai dizionari anglosassoni col significato di 'parlare senza rispetto o criticare' ed è etichettato come termine "informale" (cfr. Lexico.com) o come termine dello slang, diffusosi inizialmente negli Stati Uniti, dov'era in uso soprattutto fra le comunità afroamericane fra gli anni '80 e '90 (cfr. OED); sarà poi la subcultura rap, con pesanti faide tra rapper americani (alcune delle quali sfociate persino in violenza non verbale), a esportare e a far circolare in Italia il dissing, sia come parola sia come pratica. A tal proposito, non possiamo non soffermarci brevemente su dissing: si incontrerà infatti più volte, negli esempi citati, anche la voce dissing, che – molto verosimilmente – ha dato manforte alla diffusione di dissare, a cui è linguisticamente e concettualmente correlata e rispetto al quale, attualmente, risulta più frequente nell'uso. Dal 2000 ad oggi, infatti, dissing conta numerosissime occorrenze: 30.400 su Google e 1.290 su Google Libri (solo pagine in italiano). Per dissare, invece, le ricerche su Google forniscono numeri più bassi: le più frequenti sono le forme del participio (dissato con 2.020 occorrenze e dissati con 1.830) e l'infinito dissare (con 1.060 occorrenze), mentre per altre forme vi è meno affidabilità per un'alta presenza di rumore, come per la prima persona singolare disso (27.100 risultati) o per la terza singolare dissa (5.130 risultati); similmente, considerata la quantità di rumore, le ricerche su Google Libri non sono in grado di restituire numeri rappresentativi. Peraltro, a differenza del verbo, il sostantivo maschile dissing (prestito non adattato dall'inglese) è registrato in qualche repertorio della lingua italiana ­(compare, ad esempio, nella sezione "Neologismi" Treccani del 2018 con la seguente definizione: "Nella cultura hip-hop e, in particolare, nella musica rap, canzone, brano che ha l’obiettivo di prendere in giro, criticare o addirittura insultare una o più persone, di solito appartenenti all’ambiente stesso della musica rap"; figura poi su Slengo ­– che, come si apprende dal sito, è un "dizionario online dedicato ai neologismi e al gergo in lingua italiana, curato dal popolo di Internet" –, in cui dissing è designato come «offesa tra amici, parola che significa "mancare di rispetto"»).

Torniamo quindi a occuparci del verbo dissare che, in italiano, ha avuto un duplice percorso semantico. È entrato dapprima come gergalismo del linguaggio dei rapper (e più di recente in quello dei trapper), quindi è stato veicolato – rispetto all'inglese – col solo significato ristretto di 'insultare causticamente qualcuno o qualcosa attraverso il testo di una canzone (specialmente un cantante rivale)', ed è usato transitivamente o, più raramente, con valore assoluto. Le prime occorrenze risalgono al 2004:

Disgustibus
Per chi dissa, per chi si eclissa
per chi non piscia, per chi si abissa
[...]
Disgustibus
Per lo sfidante blasfemo
Per te sono nessuno solo nel caso tu sei polifemo
Mi fai pena, a me risulta facile
Lasciarti esanime poi dissare la tua lapide
(dalla canzone Disgustibus di Vacca feat. Jack the Smoker, uscita nel 2004; testo consultabile su genius.com)

I Beanuts dissano J-Lo
Quanti si sono scandalizzati per il riciclaggio del loop di flauto di Watch out now dei Beatnuts, riutilizzato impunemente da Jennifer Lopez per la sua Jenny from the block, sappiano che JuJu e Psycho Les hanno tutta l'intenzione di vendicare l'offesa. A due anni dall'uscita del brano incriminato, infatti, la cantante sarà il bersaglio di un dissing feroce nel loro prossimo album. (Marta Blumi Tripodi, I Beanuts dissano J-Lo, hotmc.com, 2/7/2004)

Per lungo tempo, all'incirca fino al 2018, l'uso di dissare è rimasto strettamente ancorato al genere musicale dell'hip hop; il verbo, dunque, ricorre spesso sia all'interno di canzoni italiane sia in traduzioni di canzoni straniere (che hanno certamente contribuito alla fortuna della parola):

Baida, ya, questi che mi chiedono del disco, lo capisco
Ho dissato così tanti rapperini
Che potevo si chiamarlo diss-co, ya
Con due esse e col trattino
(dal brano Trap Baida di Jamil, pubblicato nel 2018; testo consultabile su testicanzoni.rockol.it)

Yes, ma'am
Sì, signora
She a lil' freak on cam
Lei é [sic] una pazza in video
But she don't put this on the 'Gram
Ma non lo metto su instagram
Lil' boys tryna diss on the 'Gram
Ragazzini provano a dissare su instagram
(tratto dal brano WHATS POPPIN di Jack Harlow del 2020, accompagnato dalla traduzione di testicanzoni.rockol.it)

Oltre ai testi musicali, dissare è altresì rintracciabile con altissima frequenza in tutti quei contesti che riguardano il mondo della musica rap (blog e forum, libri e articoli) – nei quali, per giunta, è facile imbattersi in una sfilza di anglismi che, non di rado, si trovano in co-occorrenza col verbo dissare (si pensi a parole come feat o flame, le quali, il più delle volte, risultano familiari soltanto a chi conosce il genere musicale):

io volevo chiedere oltre a quello già chiesto:
[...]
-cosa pensa di giuann shadai che molto tempo fa hanno fatto un feat. assieme con video e ora nel nuovo disco lo dissa
[...]
(commento di "ilverdetto" su Nill Forum, nella discussione "Prossima intervista: Nex Cassel, proponete le vostre domande!", 5/6/2010)

Addirittura leggo ancora commenti del tipo: «i dissing in questa musica sono inutili, non dovrebbero esistere, non dovevi dissare quell'artista, adesso rispondi a quell'altro artista, ti ha nominato in un testo quindi devi rispondere [...]». (Fabri Fibra, Dietrologia. I soldi non finiscono mai, Rizzoli, 2013)

Emerge poi molto di frequente il bisogno di distanziarsi dai "falsi" rapper bianchi come il solito e disprezzato Vanilla Ice, che infatti dissa continuamente [...]. (Luca Roncoroni, Hip Hop. Metamorfosi e successo di beat e rime, Arcana, 2018).

Se oggi volessi dissare qualcosa o qualcuno, chi potrebbe essere il tuo bersaglio?
«Il sessismo, però l’ho già fatto. Penso anche alla dipendenza dai social, alla vita finta che crea un meccanismo di insicurezza e complessi in tutte le generazioni che stanno crescendo con questa macchina da guerra». (Stefano Fisico, Beba è pronta a conquistare il pubblico: «Crisalide, la mia metamorfosi», mitomorrow.it, 26/10/2021)

All'uso gergale se ne sta affiancando un altro più generale. Negli ultimissimi anni, infatti, assistiamo a un progressivo scollamento del verbo dalla dimensione strettamente musicale, al punto che dissare, scavalcate le rime della musica rap e trap, ha allargato il proprio significato ed esteso i propri ambiti d'uso fino a diventare sinonimo di insultare, beffare, e a essere perciò utilizzato nel senso più generico di 'denigrare e screditare qualcosa o qualcuno' (non solo esclusivamente attraverso il testo di una canzone), con la tendenza a riferirsi, il più delle volte, a offese, diffamazioni o dispute avvenute in contesti pubblici e di ampia visibilità (come dichiarazioni ai media, post o video sui social network e occasioni simili). Precisiamo che già fra il 2015 e il 2017 si trovano episodiche occorrenze di dissare con estensione di significato (quindi con riferimento a contrasti non disputati a suon di rime all'interno di canzoni), ma si tratta di usi sempre provenienti per lo più dall'universo rap. Dal 2018, invece, notiamo una crescita dell'uso di dissare in direzione di nuove sfere d'uso, per esempio in notizie riguardanti il mondo dello spettacolo e della tv:

E’ [sic] scontro aperto tra 2 King indiscussi del mondo social: Giancarlo Magalli ha dissato Gianni Morandi, tecnicamente sarebbe più giusto parlare di flame ma l’essenza del discorso è la stessa, alla base della faida ci sarebbe il rifiuto di un feat, pardon, di un selfie, proposto da Magalli a Morandi. ([s.f.], Magalli ha dissato Gianni Morandi, mondorap.it, 30/9/2015)

Enrico Mentana ha dissato Rolling Stone
La colpa della rivista è stata quella di aver inserito nel nuovo numero alcune dichiarazioni pubbliche di Enrico Mentana senza aver ottenuto il permesso del giornalista. [...]ripristinare soggetto anzi aveva detto esplicitamente di non voler partecipare all'iniziativa e oggi ha sbottato così: [...]. (Marco Minoggio, Enrico Mentana ha dissato Rolling Stone, thesubmarine.it, 5/7/2018)

Giuseppe Conte le sta provando davvero tutte per non perdere la poltrona. [...] Al pari di un qualunque influencer di serie B che desidera dissare, ossia prendere in giro, un suo rivale, ha ben pensato di condividere sulla sua pagina Facebook ufficiale, quella con il bollino blu per intenderci, una storia in cui invita i suoi supporter a mandare a casa Renzi. (Francesca Galici, "Mandiamo Renzi a casa". Ma poi Conte cancella il post, ilgiornale.it, 14/1/2021)

Pio e Amedeo dissano Fedez: la contro risposta del duo
[...] Con una serie di storie su Instagram, il duo comico ha risposto: “Dai Federico, non arrabbiarti. Noi non sappiamo neanche che significa dissare. Tu sei il numero uno dei numeri uno”. (Nicola Melillo, Pio e Amedeo dissano Fedez: nasce un botta e risposta infuocato sul web, anticipazionitv.it, sez. "Gossip", 10/9/2021)

Il verbo, inoltre, è spesso adoperato (non di rado tra virgolette) nei titoli degli articoli:

Guerre Social. Quando i Club si "dissano" in rete (titolo di un articolo sportivo pubblicato da Antonio Minoia su chiamarsibomber.com 24/10/2018)

Paul Schrader "dissa" Cry Macho: "Il film fallisce in ogni ambito" (titolo di un articolo di Martina Folegnani pubblicato su ciakclub.it, 28/9/2021)

I Cugini di Campagna dissano i Maneskin: "basta copiarci" (titolo di un articolo pubblicato su rebelmag.it, 8/11/2021)

Accanto a ciò, si rileva una considerevole frequenza d'uso del verbo con significato esteso sui social, come possiamo osservare negli esempi raccolti da Twitter (tutti del 2021), in cui dissare è usato in post che descrivono fatti e circostanze legati alla quotidianità ed è totalmente svincolato dal significato gergale derivato dal rap:


Anche Google Trends ci mostra un interesse crescente nei confronti del verbo dissare, per il quale, come si evince dal grafico, il picco di ricerche è stato raggiunto nel maggio 2021:

 

Sono, inoltre, numerose le riflessioni metalinguistiche su dissare, prodotte quasi esclusivamente in rete. Di particolare interesse una testimonianza del 2007 pubblicata su "Scioglilingua", un'ex rubrica del "Corriere della Sera" in cui gli utenti potevano porre domande in merito a dubbi e curiosità sulla lingua italiana, e a cui, poi, forniva risposte Giorgio De Rienzo. Si tratta del quesito posto da una lettrice straniera, che documenta un uso incipiente di dissare negli Stati Uniti (la risposta del linguista è in corsivo):


(Domanda di Danielle Scahefer su corriere.it, sez. "Scioglilingua", a cura di Giorgio De Rienzo, 31/5/2007)

Tanti sono gli articoli o le discussioni di interesse metalinguistico che circolano in rete, si ascoltano in radio o si leggono sui giornali, soprattutto di recente:

Poi ci sono le parole, di solito i verbi, derivate da parole inglesi. Come brandizzare [...]. E fra i più giovani anche dissare, che deriva da dissing, un termine che viene dal rap e che vuol dire mancare di rispetto non per forza con un significato negativo (per capirci, la risposta di Fedez e Renzi è un tipico dissing). (Riccardo Luna, Ma ci dobbiamo proprio "smartizzare"?, italian.tech, 16/7/2021)

DISSING – Quello che tutti fanno a voi ogni volta che parlate. Quello che vi sto facendo anche io, adesso. Quello che si fa nei programmi tv per costruirsi un personaggio e avere successo. Ma anche e soprattutto quello che fanno i rapper fra di loro. Si dissano: si insultano a vicenda, nei loro pezzi, spesso senza nessun motivo. (Valeria Montebello, Vocabolario per boomer, "Il Foglio quotidiano", pag. I, 16/11/2021)

Tirando le fila del discorso, grazie alle testimonianze raccolte, siamo in grado di constatare che sia dissare sia dissing hanno esteso il loro significato iniziale più ristretto (legato esclusivamente alla musica rap e trap) e stanno mettendo radici in nuovi ambiti d'uso, per esprimere concetti per i quali già esistono, in realtà, parole italiane.