Consulenze linguistiche

Sulla reggenza di immune

  • Vittorio Coletti
SOTTOPOSTO A PEER REVIEW

DOI 10.35948/2532-9006/2022.14679

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Copyright: © 2022 Accademia della Crusca


Quesito:

Si dice immune da o immune a? E se entrambe le soluzioni sono accettabili, che cosa sta dietro la duplice reggenza?

Sulla reggenza di immune

Immune è aggettivo di tradizione dotta (tolta la consonante finale, tutto è rimasto come nel latino immūnem) e significa alle origini ‘esente’, ‘non obbligato’, ‘non sottoposto a un dovere’ (il munus): se si precisa da che cosa, fin dai tempi più antichi in italiano è la preposizione da a introdurre la specificazione.

Col tempo ci sono stati vari spostamenti semantici nella parola: da ‘esente da un obbligo amministrativo o civile’, spesso senza specificazione dello stesso nel senso di ‘dotato di immunità, di esenzione da obblighi’, si è arrivati a genericamente ‘libero da’ e a ‘innocente’, ‘puro’, ‘indenne’, anche qui in usi prevalentemente assoluti. Nel Settecento (il GDLI lo attesta nel Muratori) si è introdotto, probabilmente dal francese, il senso medico moderno di ‘protetto da’, ‘non attaccato’ o ‘non attaccabile da una malattia’. In questo campo si è diffuso di recente anche l’elemento compositivo immuno-, un derivato che rimanda soprattutto al “sistema immunitario”.

Da è dunque il legante storicamente più attestato e anche etimologicamente più corretto per immune (in latino l’aggettivo reggeva il genitivo oppure l’ablativo, con o senza ab). Cionondimeno, i nostri lettori hanno ragione a segnalare i sempre più frequenti costrutti con a. Se si cercano su Google le frasi “immune al Covid” e “immune dal Covid” si vedrà che la prima supera di gran lunga la seconda (57.600 a 14.800); del resto, lo Zingarelli, che impone da per tutti i significati, ammette anche a per quelli sanitari.

Stante PTLLIN, nella prosa letteraria contemporanea immune è sempre con da, meno che in Primo Levi, guarda caso grande scrittore scienziato, dove si trova solo con a. Un nostro lettore ha visto bene quando sospetta, dietro il costrutto con a, la pressione di sinonimi, come refrattario (un senso con cui immune, stante il GDLI, è già usato nel Settecento) e insensibile, che vogliono a, e quella del duplice costrutto inglese: immune from e to, con to assai diffuso in ambito medico (facendo una ricerca tra testi in inglese se immune from, corrispondente a da, ammonta a quasi 2 milioni di occorrenze, immune to, corrispondente ad a, supera le 800 mila, che non è poco).

Continuare a usare la preposizione da, richiesta dalla storia etimologica e secolare della parola, è più corretto, ma l’uso di a nel linguaggio scientifico sanitario è un dato di fatto oggi vistoso e non è improbabile che finisca col prevalere, in questo ambito. Per essere chiari: non si arriverà forse mai a dire e accettare “immune a difetti” invece che “immune da difetti”, ma “immune al virus” è ormai più frequente e accettato di “immune dal virus”.



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