DOI 10.35948/2532-9006/2026.41627
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Un lettore chiede un nostro parere a proposito di alcuni vocaboli riguardanti la metallurgia; ecco le sue domande. 1. “Come si possono chiamare nel loro insieme coloro che lavora(va)no i metalli (in genere il ferro)”? Metallurgo – che però “indica coloro che studiano la metallurgia […], non gli artigiani che lavorano i metalli” o usando il “termine italiano antico metalliere”? 2. “Come si chiamano gli artigiani che lavora(va)no il bronzo”: bronzista o bronziere? O forse calcurgo? 3. “Quale termine usare per il maestro (mastro) che dirige i lavori di riduzione dei minerali ferrosi producendo il blumo (spugnoso) nelle tecniche siderurgiche antiche e/o tradizionali? Forse maestro (mastro) di/da forno?”.
Le osservazioni sul lessico delle arti metallurgiche, soprattutto antiche, toccano un argomento complesso. Le incertezze terminologiche non sorprendono: si tratta infatti di parole molto tecniche, legate a saperi artigiani antichi, che i dizionari non sempre registrano.
Visto che si parla di arti e parole del passato, possiamo partire dal Dizionario delle arti e de’ mestieri di Francesco Griselini e continuato dall’abate Marco Fassadoni, pubblicato a Venezia da Fenzo in diciotto volumi tra il 1768 e il 1778, e interamente disponibile in versione digitale in Internet Archive. In quest’opera si trovano numerose voci relative ai mestieri legati ai metalli (argentatore, calderajo, doratore, peltrajo), corredate anche da tavole illustrative che mostrano strumenti e tecniche. In particolare, è definito fonditore l’artefice (cioè l’artigiano) che “fonde o getta i metalli, dando loro differenti forme, secondo gli usi differenti, che vol farsi di essi, come di cannoni, di campane, di statue, di bombe, di caratteri da stampa, ed altre tali picciole opere, come candelieri, fibbie ec.”.
Il Dizionario specifica che il fonditore prende nomi diversi a seconda del metallo trattato, ad esempio “fonditore in bronzo”, “in stagno” ecc. È inoltre menzionata la figura del mastro fonditore per maestro di/da forno. Viceversa, termini che ci interessano come bronziere o bronzista non compaiono, così come non sono registrati metalliere, metallurgo e calcurgo. È invece ben delineato l’affinatore, ma solo in riferimento a oro e argento, a conferma che l’operazione di affinazione era concettualmente distinta dalla riduzione del ferro.
Anche nella seconda parte del Prontuario di vocaboli attenenti a parecchie arti, ad alcuni mestieri, a cose domestiche e altre di uso comune di Giacinto Carena, costituita dal Vocabolario metodico d’arti e mestieri (Torino, Stamperia Reale, 1853), si trovano diversi riferimenti alle arti metallurgiche, che presentano elementi di interesse lessicografico, benché non vi siano indicazioni utili a rispondere alla domanda del lettore.
Per avere una visione contemporanea, possiamo includere anche altre fonti lessicografiche: il Grande dizionario della lingua italiana (GDLI), il Nuovo De Mauro e il Vocabolario Treccani online.
Cominciamo dalla parola più generica: come ha già osservato il nostro lettore, metallurgo indica effettivamente lo studioso della metallurgia, come confermano GDLI e Vocabolario Treccani, ma anche il tecnico specializzato in àmbito metallurgico e l’operaio addetto all’estrazione e alla lavorazione dei metalli. Il GDLI offre come sinonimo metallurgista e il Vocabolario Treccani considera sinonimo anche metallurgico usato come sostantivo.
Metallurgo è assente dal Nuovo De Mauro, che definisce “studioso, esperto di metallurgia” il metallurgista, lemma marcato come voce di àmbito “tecnico-scientifico”. Lo stesso dizionario riporta anche metallurgico (sostantivo), con il significato di “chi lavora nell’industria metallurgica”, precisando che l’uso è particolarmente diffuso nel linguaggio sindacale: non a caso compare nel titolo del celebre film di Lina Wertmüller, “Mimì metallurgico ferito nell’onore” (1972). Metallurgo si trova nell’edizione 2007 del GRADIT, che lo data a prima del 1779, come sinonimo sia di metallurgista sia di metallurgico ‘chi lavora nell’industria metallurgica’ definito però come termine di “basso uso”.
Per quanto riguarda metalliere, segnalato come “antico e letterario”, il GDLI dà la seguente definizione: “chi lavora i metalli, fonditore, fabbro, o anche orefice”, e il Nuovo De Mauro conferma, con marca d’uso “obsoleto”, mentre il Vocabolario Treccani non registra il termine benché se ne trovino due attestazioni nel portale (Marco Beretta, L’Età dei Lumi: la fine della conoscenza naturale 1700-1770. La metallurgia e lo sfruttamento delle miniere, in Storia della Scienza, 2002, e nel testo di Antonio Clericuzio citato più avanti). Si tratta comunque di un termine storicamente attestato, che troviamo, per esempio, nella versione italiana del De re metallica, L’arte de’ metalli, di Giorgio Agricola (Opera di Giorgio Agricola de l’arte de metalli partita in 12. libri, ... Tradotti in lingua toscana da M. Michelangelo Florio fiorentino, Basilea, per Hieronimo Frobenio et Nicolao Episcopio, 1563), che riappare anche nella pagina di Antonio Clericuzio su Mineralogia e metallurgia della Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (Treccani, 2014). Il testo, in cui la parola metalliere compare 287 volte, ci dice che “il metalliere oltre a ciò [ai metalli] bisogna che habbia conoscenza di molte altre scienzie e arti”, tra cui la filosofia, la medicina, l’astrologia, le misure (cioè la geometria), l’abbaco (cioè l’aritmetica), l’architettura e la dipintura. Ciò suggerisce che i metallieri fossero artigiani-alchimisti che seguivano tutte le fasi dell’estrazione e della lavorazione dei metalli.
A proposito del bronzo, i dizionari consultati ci dicono che bronzista è l’artigiano che lavora questo metallo, ma anche il venditore di oggetti artistici (come specifica il Vocabolario Treccani). Nessuno dei tre dizionari consultati riporta definizioni per bronziere, che tuttavia compare due volte nell’Enciclopedia Treccani. La parola presenta 336 occorrenze su Google, nelle pagine in italiano: i contesti pertinenti fanno riferimento perlopiù ad artigiani e bronzi artistici, soprattutto antichi (greci, etruschi ecc.).
Quanto a calcurgo, nessun dizionario lo registra: si tratta in effetti di un arcaismo estremamente dotto.
Il problema più complesso è forse quello del nome dell’artigiano che dirigeva i lavori di riduzione del ferro. Come è stato già osservato per affinatore, si tratta in generale di chi “attende a operazioni di purificazione o miglioramento della qualità di metalli, leghe, vetro, zucchero, ecc.” (Vocabolario Treccani), in particolare “dell’oro e dell’argento” (GDLI). Il Nuovo De Mauro specifica che si tratta di una voce di “basso uso”. In conclusione, affinatore non è termine adatto al caso della riduzione diretta del minerale di ferro.
Molto più pertinente è invece la denominazione di mastro/maestro di/da forno, che pure non compare come voce autonoma nei vocabolari, ma è documentata in alcune fonti. Ad esempio, nello studio del 1993 di Costanza Cucini Tizzoni e Marco Tizzoni «Li peritj maestri». L’emigrazione di maestranze siderurgiche bergamasche della Val Brembana in Italia e in Europa (secoli XII-XVII), a p. 85 leggiamo che «il mastro non solo doveva vegliare sui lavori di riduzione del minerale, ma aveva da organizzare tutta la fase preparatoria durante la quale il forno veniva riattato per la nuova “andata”».
Il GDLI ricorda anche maestro di getto col valore di ‘fonditore’.
Per misurare la vitalità dei termini in italiano possiamo consultare anche raccolte di articoli giornalistici, come quella del quotidiano “l’Unità” (1948-2014), messa insieme nel 2021 da Pierpaolo Basile, Annalina Caputo, Tommaso Caselli, Pierluigi Cassotti e Rossella Varvara (425 milioni di parole) e il corpus della “Repubblica” (2000-2020) da me costruito (125 milioni di parole). I risultati sono piuttosto eloquenti: metallurgico è l’unico termine ben rappresentato, con 3.654 occorrenze nell’“Unità” e 62 nella “Repubblica” (insieme a composti come idrometallurgico), usato per lo più come aggettivo e spesso in contesti sindacali o industriali. Bronzista è molto più raro, con una sola attestazione nell’“Unità” e due nella “Repubblica”. Nessuna occorrenza, invece, per metalliere, bronziere, calcurgo ecc., il che conferma la loro marginalità o specializzazione tecnica, esclusa dal linguaggio giornalistico di largo consumo.
Per comprendere la diffusione dei termini anche in altri generi e tipi testuali, l’analisi è stata ampliata ad altri due corpora. Il primo è il DiaCORIS, che raccoglie in prospettiva diacronica diversi tipi di testi scritti in italiano dal 1861 al 1945. Inoltre, tramite la piattaforma Sketch Engine, è stato consultato il corpus ItTenTen20, che comprende circa 12,4 miliardi di parole italiane raccolte dal web nel 2019-2020. Nel corpus DiaCORIS, metallurgico conta 81 occorrenze, metallurgo 2, bronzista 1, mentre metalliere, bronziere e calcurgo non risultano attestati; in ItTenTen20, metallurgico registra 16.730 occorrenze, metallurgo 108, bronzista 497, bronziere 44 (sebbene “bronzieri” ricorra nella maggior parte dei casi come cognome della stilista Imelde Bronzieri), metalliere 7 e calcurgo nessuna. Analizzando le fonti di ItTenTen20 associate alle occorrenze, emerge che molte provengono da siti specializzati di numismatica, storia dell’arte e archeologia e da pagine di divulgazione tecnica, a conferma della prevalente connotazione settoriale.
Per la traduzione dei termini inglesi può essere utile consultare l’Elsevier’s Dictionary of Metallurgy and Metal Working (Amsterdam, Elsevier Science, 1978), che raccoglie un’ampia gamma di voci relative ai processi, alle tecniche e ai materiali della metallurgia e della lavorazione dei metalli. Tuttavia, in questo repertorio non figurano le denominazioni dei mestieri, ma solo tecniche e strumenti: ad esempio, è assente anche smith (‘fabbro’).
Un ulteriore riferimento è rappresentato da IATE (Interactive Terminology for Europe), la banca dati terminologica dell’Unione europea, molto usata dai traduttori. Qui, per il campo semantico che ci interessa, si trovano attestati caster e founder, entrambi tradotti con l’italiano fonditore, mentre risulta assente bronzesmith. Per quanto riguarda smelter, questa voce non è riportata come ‘operaio addetto alla fusione’ (e non è presente in abbinamento a master), ma come indicazione di luogo (affineria), oppure, in un’accezione specialistica, in riferimento a una patologia professionale (corundum smelters’ lung, ‘polmone del fonditore di corindone’, cioè l’alluminosi). L’assenza di riferimenti nelle banche dati europee ci fa nuovamente pensare che si tratti di termini effettivamente molto settoriali e poco diffusi.
Accanto ai repertori terminologici, qualche indicazione utile può venire anche da una ricerca libera su Google. I risultati vanno ovviamente presi con grande cautela e sempre contestualizzati, perché le occorrenze non sempre corrispondono a usi pertinenti dal punto di vista storico o tecnico. Ad esempio, master smelter raccoglie circa 1.780 occorrenze, smelting master circa 1.640, mentre furnace master è molto più diffuso, con oltre 130.000 risultati: tuttavia questa abbondanza è fortemente condizionata dal fatto che “Furnace Master” è anche il nome di un personaggio di un videogioco di grande successo (World of Warcraft), e quindi gran parte delle attestazioni non hanno a che fare con la metallurgia. Tuttavia, proprio questa presenza nel linguaggio della cultura popolare potrebbe indicare che, almeno nell’inglese contemporaneo, furnace master sia il termine più immediatamente riconoscibile e diffuso. Al contrario, la scarsità di risultati per gli altri termini può dipendere, anche nel caso dell’inglese, dal fatto che si tratta di espressioni di uso molto circoscritto.
In conclusione, le parole legate alle arti metallurgiche mostrano un lessico complesso, segnato da forti oscillazioni tra uso tecnico, tradizione storica e marginalità nell’italiano contemporaneo: i termini storici per gli artigiani del ferro e del bronzo esistono, ma molti sono oggi “arrugginiti”, poco trasparenti o specialistici. Metalliere e bronziere/bronzista sono corretti ma rari, mentre calcurgo è un arcaismo. Come abbiamo visto per alcune di queste parole, in caso di dubbi il lettore non potrebbe nemmeno affidarsi ai dizionari. Per la comunicazione scientifica contemporanea conviene quindi affiancare questi termini storici a spiegazioni chiare o scegliere formulazioni descrittive più immediate, come fonditore in bronzo, sia perché, come risulta dall’analisi, non c’è uniformità nell’uso neanche tra gli esperti del settore e sia se consideriamo i grandi cambiamenti avvenuti nell’industria metallurgica negli ultimi secoli.
Nota bibliografica: