Consulenze linguistiche

Amichevole

  • Claudio Giovanardi
SOTTOPOSTO A PEER REVIEW

DOI 10.35948/2532-9006/2021.9557

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Quesito:

Alcuni lettori ci scrivono a proposito del termine amichevole spesso usato nel linguaggio sportivo e giornalistico come sostantivo: è maschile o femminile?

Amichevole

La parola amichevole è un aggettivo formato dalla base nominale amico con l’aggiunta del suffisso ‑evole, il quale costituisce l’allotropo popolare dei suffissi ‑abile e ‑ibile, a loro volta continuatori del latino ‑abilem, ‑ĭbilem. Il suffisso ‑evole si aggiunge sia a verbi sia a nomi e può formare aggettivi di significato attivo (è il caso di amichevole ‘che si manifesta come amico’, ‘che è all’insegna dell’amicizia’), oppure passivo (pieghevole ‘che può essere piegato’, girevole ‘che si può girare’). Nella lingua è frequente che gli aggettivi possano anche avere un uso sostantivato, cioè essere usati assolutamente come nomi; è il caso, ad esempio, degli aggettivi che esprimono una qualità come il bello, il buono, il diverso, spesso preferiti, anche per brevità, ai corrispettivi nomi astratti.

Per quanto riguarda amichevole, il processo di sostantivazione deriva dal fatto che in alcuni ambiti particolari (nel nostro caso il linguaggio sportivo) l’aggettivo ricorre entro sintagmi largamente prevedibili, come, appunto, partita o incontro amichevole. La prevedibilità e la ricorsività del contesto sintagmatico portano a concentrare l’attenzione sul determinante (amichevole) rispetto al determinato (partita, incontro, gara) e a omettere il sostantivo; tale omissione non è invece ammissibile quando il sintagma in cui ricorre l’aggettivo sia meno frequente e scontato: se partiamo da un torneo amichevole, non possiamo abbreviare in *un amichevole. La prevedibilità e la frequenza del contesto sintagmatico in un particolare linguaggio settoriale sono dunque fattori decisivi per consentire l’ellissi del sostantivo. È ciò che accade, ad esempio, per onorevole, usato come sostantivo nel linguaggio politico per ellissi di deputato o senatore, ma non sostantivabile in altri contesti: un comportamento onorevole non può diventare *un onorevole.

Appurato, dunque, come si arriva da amichevole aggettivo ad amichevole sostantivo nel linguaggio sportivo, resta da chiarire quale sia il genere grammaticale da scegliere: maschile o femminile? Premesso che non tutti i principali vocabolari registrano il valore sostantivale (nel Vocabolario Treccani non se ne fa cenno, mentre per il GDLI dobbiamo aspettare il Supplemento 2009, nel quale si aggiunge il significato sportivo dell’aggettivo e nulla si dice a proposito del genere del sostantivo), l’indicazione, laddove data, è a favore del femminile (per es. nel GRADIT e nel Garzanti).

In effetti l’uso ha imposto il genere femminile: evidentemente si è partiti da gara, partita, sfida amichevole e non da incontro, match amichevole (quest’ultimo sintagma era per altro diffuso nella stampa sportiva primo-novecentesca). La riprova sta nel fatto che al plurale l’unica opzione possibile è le amichevoli (le amichevoli della Nazionale di calcio) e non certo *gli amichevoli.



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