DOI 10.35948/2532-9006/2026.43675
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L’ultimo trimestre del 2024 vede la sezione “Consulenza linguistica” della rivista popolata da 34 risposte (277 sono quelle inviate direttamente per posta elettronica), mentre le domande arrivate attraverso l’apposita pagina del sito dell’Accademia sono state 488. Anche a volo d’uccello l’indice consente di cogliere, dentro la grande varietà dei temi affrontati, alcuni punti “nevralgici” dell’italiano contemporaneo. Il primo riguarda il lessico sempre più spesso in bilico tra polimorfia reale (caratteristica ben presente nella storia dell’italiano) e apparente concorrenza tra forme vicine: da un lato doppioni o oscillazioni effettive come evidenziatura/ evidenziazione, involuto/ inevoluto, e, più cautamente, nutraceutica/ nutriceutica; dall’altro coppie che finiscono piuttosto per rivelare incertezze d’uso o di competenza lessicale, come sarcastico/ sardonico, prosaico/ prosastico. Vanno poi aggiunti i casi di bipolarità, ormai frequente, determinata dall’atteggiamento passivo di fronte a prestiti integrali dall’inglese, sempre in auge come lingua di prestigio in molti settori della comunicazione (sicurezza vs safety/ security). Sempre numerose e varie sono le domande che celano incertezze sul genere grammaticale e sull’uso dell’articolo – per Guzzi, Etna, Artide e Antartide, asciugamano, Israele – o questioni che toccano più direttamente sintassi, reggenze, costrutti e locuzioni, come sottendere, l’indomani, la più parte/ la maggior parte, si riesce/ si riescono. Non mancano naturalmente richieste, e risposte, su parole meno comuni, desuete o regionalmente marcate, da nocumento a transeunte, da intorcinare a incrocicchiamento, fino al piccolo repertorio natalizio che chiude la sezione.
Nelle “Parole nuove”, l’affondo su Content creator ripropone il caso di un inglese tanto esibito quanto del tutto traducibile; la trattazione su ambiente protesico porta invece in primo piano una neoformazione tecnica costruita su base italiana, pur non priva di qualche problematicità semantica; con rewilding torna sotto la lente l’uso di un anglismo quando, proprio per l’intrinseca necessità di trasparenza (per la sensibilizzazione delle masse su tematiche ambientali), si dovrebbe invece convergere più decisamente in direzione di prestiti adattati o traducenti.
La sezione “La Crusca rispose”, a completamento del numero scorso di “Italiano digitale”, ritorna alle preposizioni e alle reggenze riproponendo risposte pubblicate sul sito web dell’Accademia prima dell’uscita della rivista, relative a fuori al balcone, alla sequenza “preposizione + articolo partitivo” nel sintagma dei casi, al diverso valore di macchina da scrivere e macchina per scrivere: quesiti minuti solo in apparenza, dietro i quali riaffiorano questioni ben più generali quali l’estensione degli usi regionali, la tenuta delle costruzioni tradizionali, il rapporto tra significato e struttura.
La sezione degli “Articoli” assume in questo numero una fisionomia ben riconoscibile, raccogliendo i contributi scientifici della terza Tornata accademica del 2024, tenutasi il 20 maggio e dedicata a Lingua italiana e musica tra Otto e Novecento: il manipolo di testi è aperto dalla premessa del Presidente Paolo D’Achille ed è articolato negli interventi di Fabrizio Della Seta, Ilaria Bonomi con Edoardo Buroni e Marco Spada, Alessandro Roccatagliati e Fiammetta Papi. Non si tratta dunque di una semplice convergenza tematica, ma dell’esito di un’iniziativa scientifica dell’Accademia, confluito perciò nella sezione che meglio ne rappresenta il rilievo di ricerca. Le lettere degli operisti italiani, il carteggio Verdi-Ghislanzoni, la lingua dei libretti, l’epistolario pucciniano definiscono così un dossier coerente, nel quale storia della lingua, filologia, storia della musica e lessico specialistico si richiamano continuamente.
La sezione “Incontri e tornate” accoglie in questo numero il contributo dell’Accademico Rosario Coluccia, L’Accademia della Crusca nel passato e oggi, che riproduce con aggiornamenti una relazione presentata il 18 ottobre 2024 alla Fiera del Libro di Francoforte.
I “Temi di discussione”, infine, si dispongono su tre piani distinti, ma tutti di forte rilievo generale. La Vicepresidente Rita Librandi torna sul destino delle parole nuove e sul rapporto tra uso e legittimazione; l’Accademico Vittorio Coletti richiama con nettezza il rapporto, tutt’altro che meccanico, tra mutamento linguistico e mutamento sociale; l’Accademico Mirko Tavoni riporta al centro una questione decisiva per la scuola, quella del ruolo della competenza grammaticale nella comprensione dei testi. Tre interventi diversi, ma uniti da un tratto comune: l’idea che la riflessione sulla lingua resti tanto più utile quanto più riesce a misurarsi con questioni di principio.
Le “Notizie dall’Accademia” relative al trimestre completano questo quarto e ultimo numero del 2024.