Editoriale

Editoriale del direttore

  • Marco Biffi

DOI 10.35948/2532-9006/2023.27918

Licenza CC BY-NC-ND

Copyright: © 2022 Accademia della Crusca


I quesiti giunti alla redazione nel terzo trimestre del 2022 sono stati 453, le risposte fornite per posta elettronica 226, quelle più articolate e di interesse generale pubblicate sul sito 35, grazie al ritmo maggiore impresso dalla nuova cadenza settimanale a tre uscite inaugurata in questo anno.

Continuano i dubbi degli italiani su alcuni tratti grammaticali legati alle grandi trasformazioni che hanno attraversato la lingua italiana a partire dagli anni Ottanta, vale a dire da quando l’italiano è diventato una lingua per tutti e ha quindi accolto migliaia di parlanti nuovi, con le loro differenze diastratiche e diatopiche; e ha sviluppato una tendenza alla semplificazione di alcuni costrutti, dando vita a un uso medio rispondente alla esigenze della nuova società italiana. A vari di questi dubbi, anche insieme ad altri di natura diversa, si presta attenzione in risposte articolate come quella dedicata a ci mancava altro/ ci mancherebbe altro, ai costrutti è da tempo che e vi speriamo bene, alle forme dell’imperativo dei verbi avere e volere in unione a pronomi atoni. Numerosi anche i dubbi sui participi: asciugato/asciutto, scorrelato, acceduto; e sul lessico, da quello comune alle terminologie delle lingue speciali: determina; montante; simulare/dissimulare; requisito e prerequisito; ripristinare (con danno, guasto, incidente); detergere; oggettivare e oggettivazione, oggettificare e oggettificazione (all’interno di domini diversi come la filosofia, la scienza, la politica, i movimenti femministi); perlina (nell’edilizia); ludomatica (assai diffuso nell’ambito della scuola e della formazione); demoltiplicare e demoltiplicazione (in ambito aziendale). Ricco è anche il gruppo delle risposte che riguardano possibili alternative: avere/portare pazienza, costa/costola, tavola/tavolo, lacrima/lagrima, lasagna/lasagne. Non mancano i consueti dubbi sul genere (quello di fonte battesimale, alce e istrice) e sugli anglismi (single, governance, ma con l’inglese ha anche a che fare la risposta dedicata all’uso di indicare gli anni con il tipo venti ventidue anziché duemilaventidue).

Da questa rassegna restano comunque fuori altre risposte a quesiti di storia delle parole ed etimologie, e altro ancora: a tutte le risposte e alla ricchezza degli argomenti trattati rende giustizia il corposo indice. La risposta dal titolo Neologismi da accettare e neologismi da evitare: qualche esempio affronta in modo articolato anche il problema delle parole nuove e della loro potenziale accettazione/accettabilità nel nostro sistema-lingua, soffermandosi su ambientalizzazione, distintività, fittizietà, ingressare, permessare, permessistica, viabilistico. E sull’argomento si torna naturalmente nella sezione “Parole nuove”, in questo numero dedicata a due anglismi come maskne (che ci riporta ancora a pensare alla CoViD19, per quanto si tratti di effetti collaterali non gravi quale il fenomeno dell’acne causata dall’uso della mascherina sul volto) e phygital (che sta a indicare un’unione tra presenza fisica ed esperienza digitale e che è particolarmente diffusa nel marketing). A questi si aggiunge una sigla, nativa inglese, come STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics, ovvero scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), molto diffusa nella comunicazione di massa, in quella politica e in quella scientifica, sostanzialmente in opposizione a ciò che invece è umanistico, con le conseguenze nell’equilibrio (o forse, meglio, disequilibrio) del sistema del sapere e della cultura che questo comporta in una società come quella contemporanea.

Le schede della rubrica “La Crusca rispose” sono dedicate alla lingua del diritto: adire le vie legali, di talchéin punto di diritto.

Nella sezione “Articoli” trova posto un secondo contributo (dopo quello uscito nel numero precedente) legato a strumenti dell’Istituto di Informatica Giuridica e Sistemi Giudiziari del CNR. In questa seconda puntata Francesco Romano ed Elena Tombesi si soffermano su Francesismi e anglismi nei testi giuridici italiani: studio sugli archivi Vocanet-LLI e Normattiva.

Il “Tema di discussione” affronta un argomento scottante, su cui l’Accademia e i singoli accademici sono stati più volte sollecitati, vale a dire le prove scritte dei concorsi a cattedra per la scuola secondaria di I e II grado nelle varie classi previste per l’insegnamento delle materie letterarie (italiano, storia, geografia, latino, greco). Come i due autori – il Vicepresidente Paolo D’Achille e l’accademica Rita Librandi – sottolineano in apertura, il tema è stato intenzionalmente affrontato in ritardo rispetto all’accadimento dei fatti, per consentire una riflessione più distaccata, ma necessaria, vista l’importanza del reclutamento per il sistema scolastico nazionale che insieme all’università ha un ruolo strategico fondamentale, e sempre più centrale e irrinunciabile, per il nostro paese.

Il numero si conclude con le consuete “Notizie dall’Accademia” relative al trimestre. Per la prima volta nella sezione si aggiunge – inaugurando in un modo che non avremmo voluto questa nuova espansione della nostra rivista – anche un approfondimento su una notizia specifica legata alla nostra cara Accademia. È dedicato alla scomparsa di un accademico, maestro, collega, amico e grande studioso come Luca Serianni, che ci ha lasciati il 21 luglio 2022, e che qui viene ricordato dal Vicepresidente Paolo D’Achille con le parole che hanno aperto il Colloquio OIM (Osservatorio degli Italianismi nel Mondo), svoltosi in Accademia il 15 settembre, per la prima volta senza di lui che insieme a Matthias Heinz dell’OIM è stato direttore scientifico.