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SOTTOPOSTO A PEER REVIEW

Padel e paddle (tennis)

Miriam Di Carlo

PUBBLICATO IL 10 giugno 2021

“Una variante del tennis”, “sorta di tennis in versione ridotta e al chiuso”, “il mix tra tennis e squash”, “una specie di tennis pelota”: queste sono alcune delle definizioni comparse sulla “Repubblica” associate a padel/paddle, un nuovo gioco che, arrivato in Italia negli anni Novanta circa, ha conosciuto un vero e proprio boom di popolarità nel nostro paese soltanto da un decennio a questa parte. E, come succede per i nuovi referenti che necessitano di nuovi significanti per essere individuati, la diffusione del gioco è andata di pari passo con la diffusione del termine che lo designa. Le parole in questione in realtà sono due, padel e paddle, e non sono registrate in nessun dizionario dell’italiano contemporaneo ma presentano moltissime occorrenze sulle pagine in italiano di Google (ricerca del 14/5/2021): se si digita “il padel” si ottengono 119.000 risultati di cui 69.100 in cui il termine è seguito dalla parola “tennis”; analogamente, la ricerca con “il paddle” restituisce 40.600 risultati di cui 15.200 in cui il termine è seguito da “tennis”. Soprattutto nella lingua italiana, le due forme sono quasi sempre usate come varianti alternative per riferirsi a uno stesso referente.

Arriviamo dunque a definire quest’ultimo. Si tratta di un gioco simile al tennis che si svolge in un campo di 20 metri per 10 diviso nel mezzo da una rete. Tutto il campo è racchiuso da quattro pareti che possono essere di muratura o di plexiglass di minimo 6 metri di altezza, si usa un racchettone di legno (o di plastica dura) e una pallina simile a quella da tennis. Si gioca a coppie, due contro due, e i punteggi sono equivalenti a quelli del tennis. A differenza di quest’ultimo, la palla rimane in gioco se colpisce le pareti che racchiudono il campo mentre una squadra fa punto quando la pallina colpisce due volte lo stesso campo prima di essere respinta (International Padel Federation, Regulation of the Padel Game, padelfip.com).

Per quanto riguarda il nome del gioco, molti sono gli interrogativi: il gioco sopra indicato si chiama padel o paddle? Oppure con paddle si indica un altro gioco rispetto al padel? O un gioco simile ma diverso nella genesi e nella grandezza del campo? Si dice padel (paddle) tennis o basta padel (paddle)?

Nei siti ufficiali dedicati al padel (come quelli della International Padel Faderation, del World Padel Tour, di Padelmania o sui siti italiani del Coni e della Federazione Italiana Tennis che si occupa in Italia di questo nuovo sport) non si fa differenza tra padel e paddle: con i due termini si intende lo stesso gioco. Prevale maggiormente la parola padel (tranne sul sito del Coni) ma non mancano articoli e post in cui compare il termine paddle. Il genere di entrambe le parole in italiano (così come in spagnolo) è maschile, forse per associazione ai termini gioco o tennis (“il gioco del padel/paddle”, “il padel/paddle tennis”).

Sembrerebbe che il gioco sia nato alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti e si dice che la paternità sia da attribuire a un certo reverendo Beal, che per primo avrebbe adoperato una recinzione attorno a un campo da tennis più piccolo per evitare di perdere le palline. Il gioco venne chiamato in inglese paddle (tennis) che significa ‘pagaia’ proprio in virtù della forma particolare delle racchette, realizzate in legno. Nel 1923 nacque la American Paddle Tennis Association e nel 1959 vennero canonizzate le dimensioni del campo, le caratteristiche della palla e le regole.

Ma come si è arrivati al termine padel? E perché questa parola è più diffusa della prima? L’anello di congiunzione è il Messico, dove, alla fine degli anni Sessanta, Enrique Corquera, volendo costruire un campo da tennis e avendo dei muri a ridosso dello spazio disponibile, rivisitò il gioco concependo le pareti come parte integrante del campo. Corquera pubblicò il primo libro con le regole del nuovo gioco, che era molto simile a quello che già da tempo si praticava in America, ossia il paddle: la prima edizione del libro contenente le regole si chiamava, infatti, Paddle Corquera. Come spesso accade nella lingua spagnola, il termine inglese, nell’uso comune, fu adattato al sistema grafico spagnolo: paddle, pronunciato in inglese /ˈpadl/ o anche /ˈpæd(ə)l/ negli Stati Uniti, per essere letto tale in spagnolo deve essere scritto pádel (in spagnolo con l’accento acuto sulla a). A conferma della derivazione di padel dalla parola inglese paddle c’è da considerare che quest’ultima deriva dal latino patellă(m) (poi latino tardo padela) il cui esito in inglese prevede il mantenimento della t, sonorizzata in d. In spagnolo invece, l’esito della stessa parola latina è paella in cui la t si è persa totalmente. Quindi padel, nonostante abbia come base il latino, è stata poi veicolata nelle lingue romanze attraverso l’inglese, per poi trovare un corrispondente fonico nelle forme romanze derivate da patella(m) come paella e in italiano padella.  

In Messico il gioco raggiunse molta popolarità e da lì si diffuse, prima in America Latina, poi in Spagna e quindi nel resto d’Europa, con le regole di Corquera e con il nome adattato allo spagnolo pádel. Oggi, se cerchiamo il termine pádel nel dizionario della RAE (Real Academia Española), i compilatori riconducono l’etimologia della parola all’inglese paddle tennis: “Juego entre dos parejas, muy parecido al tenis, pero que se juega entre cuatro paredes y en el que la pelota se golpea con una pala de mango corto” [‘Gioco tra due coppie, molto simile al tennis, che però si gioca tra quattro pareti e in cui la palla si colpisce con una racchetta dal manico corto’]. All’interno dello stesso dizionario non viene registrata la parola paddle. Se invece consultiamo l’OED, risulta assente il termine padel mentre viene registrato paddle con tantissimi significati: in inglese con paddle si indicano infatti diversi oggetti (un attrezzo per lavorare la terra, strumenti per mescolare, un battipanni, un remo a forma di pala) accomunati tutti dalla forma di pagaia da cui deriva, come abbiamo accennato, il nome di paddle applicato per analogia alle particolari racchette di legno usate nel gioco. Infatti, per estensione, tra le ultime definizioni di paddle troviamo anche quella di “A short-handled bat with a flat, circular surface, used in table tennis and related ball games” [‘Una mazza a manico corto con una superficie piatta e circolare, utilizzata nel tennis da tavolo e nei giochi con la palla correlati’]. Con questo significato, paddle compare in forme composte come paddletennis cioè in Nord America “A type of tennis played on a court half the size of a normal tennis court, using a sponge-rubber ball and a wooden or plastic bat” [‘Un tipo di tennis giocato su un campo grande la metà di un campo normale da tennis, utilizzando una palla di gomma-spugna e una mazza di legno o plastica’] e il successivo paddleball ovvero “a game played with a light ball and wooden bat in a four-walled handball court; (also) any variant of paddle tennis” [‘un gioco giocato con una palla leggera e una mazza di legno in un campo da pallamano a quattro pareti; (anche) qualsiasi variante del paddle tennis’]. Dunque, facendo una piccola ricostruzione dell’evoluzione di questa variante del tennis e della parola ad essa associata, si può dire che in un primo momento si sarebbe diffuso il gioco con il nome di paddle dal Nord America all’America Latina, probabilmente con qualche regola differente rispetto al gioco di cui parliamo oggi, nonché con un campo leggermente più piccolo rispetto alle misure di quello odierno; successivamente il gioco sarebbe stato messo a punto e implementato in Messico, poi in tutta l’America Latina, diffondendosi in un secondo momento prima in Spagna e poi nel resto del mondo con le regole attuali e il campo di 20 metri per 10. Sono i sudamericani e gli spagnoli che hanno reso celebre il gioco in tutto il mondo e a loro si deve la parola padel, adattamento grafico secondo la fonetica dello spagnolo del termine inglese paddle

Nella lingua italiana è entrata la parola padel alternata a paddle (che, tuttavia, risulta avere meno occorrenze), a volte seguita da tennis; in Italia il gioco è comparso alla fine degli anni Novanta e ha visto una prima affermazione nel Duemila circa: le prime attestazioni sulla “Repubblica” risalgono al 2001 e sono della parola paddle, non padel:

Un po’ tennis e un po’ squash. Nato negli anni ’70 in Messico, il paddle si sta affermando pian piano anche in Italia. Si gioca su un campo leggermente più piccolo di quello da tennis circondato da pareti in muratura e reti metalliche in modo che la palla non possa mai uscire. (Francesco Damiani, Racchette e voglia d’imparare anche in Puglia è moda paddle, repubblica.it, 8/7/2001)

Dovremo aspettare il 2010 per vedere le prime attestazioni di padel, che, dopo alcune timide e sporadiche occorrenze negli anni immediatamente successivi, ha visto un vero e proprio incremento d’uso dal 2018. Dal 2014 il gioco (e dunque i termini che lo designano) ha avuto particolare diffusione in Italia in seguito alla nascita della Nazionale Italiana di padel; infine le occorrenze di padel hanno superato di gran lunga quelle di paddle a partire dal 2018 circa, come possiamo vedere dal seguente grafico, che si riferisce ai risultati ottenuti cercando le due parole nell’archivio della “Repubblica” (30/4/2021):


Due precisazioni: dei risultati ricercando paddle sono stati presi in considerazione solo quelli in cui il termine indica il gioco di cui stiamo parlando. La parola paddle, infatti, ha molte più attestazioni rispetto a quelle inserite in tabella perché indica anche uno sport che si pratica stando in piedi su una tavola da surf e remando con una sorta di pagaia (stand up paddle (board) o anche paddle surf) e un accessorio del cambio sequenziale applicato al volante delle automobili (paddle al volante o paddle shift). La ricerca, inoltre, comprende sia quelle attestazioni in cui padel e paddle compaiono da sole, sia quelle in cui le parole sono seguite da tennis. In definitiva, i dati mostrano che in italiano è entrata per prima la parola inglese paddle, che dal 2001 al 2013 presenta sporadici e occasionali risultati. Dal 2013 ad oggi il termine viene impiegato regolarmente con un incremento d’uso fino al 2018 e poi una decrescita dallo stesso 2018 al 2021. Parallelamente la parola padel compare nel 2010 ma registra un numero considerevole di occorrenze soltanto a partire dal 2014, anno in cui nasce la prima nazionale italiana di padel. Fino al 2016 le attestazioni di padel sono in numero inferiore rispetto a quelle di paddle ma dal 2017 le occorrenze di padel aumentano a discapito di quelle della forma concorrente. Ciò significa che il gioco in questione è nato con il nome di paddle ma poi, con il successo mondiale ottenuto grazie ai giocatori sudamericani e spagnoli, si è affermato con il nome di padel, diffondendosi anche in Italia con questa designazione. Sicuramente ha giocato a favore della maggiore diffusione della forma padel la grafia, che meglio rispecchia la pronuncia italiana, come avviene per lo spagnolo. Ma non solo: anche l’affinità di suono con la parola italiana padella (che nella forma può ricordare il racchettone usato nel gioco), come già detto per lo spagnolo, può aver contribuito alla diffusione della parola padel a discapito di paddle.

La situazione fotografata dalla distribuzione delle occorrenze nell’archivio della “Repubblica” trova riscontro anche nelle pagine in italiano di Google:


Le attestazioni di entrambe le parole cominciano a crescere tra il 2009 e il 2010; l’incremento del numero di occorrenze della parola padel è comunque più “veloce” rispetto a quella di paddle tant’è che nel 2018 si ha un cambio di tendenza: le occorrenze di padel sorpassano in gran numero quelle di paddle e ad oggi sono addirittura il doppio. Questa tendenza è confermata anche nel grafico di Google Trends che sintetizza il numero di ricerche per una determinata parola, effettuate sul motore di ricerca:




Nel 2018 le ricerche della parola padel superano di gran lunga quelle della parola paddle.

Tutti i siti in lingua italiana che parlano del gioco in questione preferiscono padel nella stringa dell’URL nonostante all’interno del sito possa comparire anche la parola paddle: www.padelnews.it, www.italianpadel.it, www.alphapadel.it, www.padel-club.it. Incerto tra padel e paddle è il sito www.mrpadelpaddle.com, che nella stringa della URL inserisce entrambi i termini nonostante preferisca all’interno del sito padel. Infine in Italia, il massimo referente del gioco del padel è la FIT (Federazione Italiana Tennis) la quale, all’interno del suo sito (www.federennis.it) presenta una sezione dedicata al gioco con il titolo di “Padel”:

Il Padel è un gioco divertente che può essere praticato da persone di diversa età, sesso, condizioni tecniche e fisiche [...]. La racchetta è una “pala” solida forata tale da renderla più leggera, la cui lunghezza massima non supera i 45,50 cm. ([s.f.], Cosa è il padel, federtennis.it) 

All’interno del sito però non è del tutto assente la parola paddle. Infatti alcune squadre e club regionali preferiscono inserire paddle anziché padel nel loro nome: è il caso della Paddle Firenze e del Modena Paddle Club.

Anche negli articoli di giornale si nota una certa difficoltà a identificare il gioco con un solo termine.

In Italia il fenomeno del padel (o paddle), disciplina di origini messicane, è sbarcato prima a Bologna per poi esplodere nella capitale e attualmente i tesserati sono circa cinquemila con tredici strutture romane affiliate alla federazione, ma la crescita dei campi e dei praticanti prosegue a ritmo vertiginoso. (Maurilio Rigo, Paddle mania l’altrotennis che conquista i circoli sportivi, repubblica.it, 4/11/2014)

In uno stesso articolo si possono usare addirittura entrambe le parole senza precisare di usarle per indicare lo stesso referente:

Il padel italiano esce dai circoli e dai campi di periferia ed entra nel grande sport. [...] Nasce in questi giorni la prima nazionale italiana di padel. Nel proseguo dell’attività di sviluppo e promozione della disciplina sportiva del Paddle, il nuovo comitato della Federazione Italiana Tennis guidatro [sic] dal responsabile Gianfranco Nirdaci, insediatosi definitivamente agli inizi di quest’anno è in questi giorni al lavoro per organizzare la prima spedizione azzurra ai prossimi Campionati del Mondo per nazioni che si svolgeranno a Palma di Maiorca dal 20 al 26 ottobre. [...] Il primo raduno è stato fissato per il giorno 23 giugno e vedrà la partecipazione di 16 atleti maschili che si alleneranno nei due campi di paddle presso lo Sporting Club Due Ponti di Roma. Ecco i primi 16 convocati: [...]: e i due tennisti professionisti “convertiti” al padel, Cipolla Flavio e Santopadre Vincenzo. ([s.f.], Padel, nasce la prima nazionale italiana, 16 convocati, repubblica.it, sez. Sport, 12/6/2014) 

In alcuni casi, invece, i due termini vengono associati a versioni del gioco diverse per origine e regole ma non sempre associando in maniera corretta significanti e referenti (infatti è il padel che prevede il campo di 20 per 10 metri):

Evoluzione del padel sudamericano, il paddle prevede che nel campo di circa 20 metri per 10 (con pareti trasparenti alte 3 metri, dove si può far rimbalzare la palla, tipo squash o pelota) ci si sfidi obbligatoriamente a coppie. (Sergio Torrisi, Scoppia la paddle-mania L’altro tennis conquista Roma, roma.corriere.it, 13/11/2016) 

In realtà oggi in Italia (ma anche nel resto del mondo) non c’è una differenza tra padel e paddle: i due nomi si riferiscono ormai allo stesso gioco, quello regolamentato in Sudamerica e diffuso a partire dal Messico. Facendo una ricerca presso i circoli sportivi di Roma, la parola maggiormente utilizzata per indicare il gioco appena descritto nell’articolo del “Corriere” è senza dubbio padel, con la sporadica possibilità di usare paddle.

Infine rimane aperta la questione dell’associazione della parola tennis: possiamo trovare occorrenze di padel tennis e paddle tennis. Soprattutto quando la parola cominciava a comparire nei testi in lingua italiana si preferiva usare il nome per intero, proprio per specificare che si trattava di una tipologia di tennis:

Ma le vere novità saranno all’interno del centro sportivo inaugurato nel 1930: uno spazio per l’intrattenimento che comprenderà minigolf, ludoteca, forse un nuovo campo da tennis e anche uno per il padel tennis, la variante più praticata nei paesi sudamericani (la palla può rimbalzare sui muri che delimitano il campo), altri tre metri. (Oriana Liso, Ruota e tennis: il Lido cambia look, repubblica.it, 12/4/2010) 

Quanto a Vilanova, dovrà sottoporsi a chemioterapia e radioterapia, ma continuerà a seguire la squadra. Il tecnico catalano aveva chiuso il 2012 con una partita di Paddle tennis con il figlio Adria’, dimostrando che il decorso post-operatorio procede bene da quando è andato sotto i ferri il 20 dicembre scorso. ([s.f.], Il Barcellona riabbraccia Vilanova, lastampa.it, 3/1/2013) 

Oggi invece sono sempre meno le occorrenze dell’associazione alla parola tennis e si preferisce usare la forma ellittica sia perché è più sintetica, sia perché ormai il nome è riconoscibile nel significato dai parlanti in lingua italiana e non ha bisogno della specificazione tennis. Se la popolarità del gioco si confermerà nel tempo, la voce spagnola padel entrerà stabilmente nel lessico sportivo italiano, probabilmente (e i dati ne danno quasi la certezza) vincendo contro la concorrente inglese paddle, per una volta minoritaria.

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