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SOTTOPOSTO A PEER REVIEW

In che anno siamo? Nel venti ventidue o nel duemilaventidue?

Lorenzo Coveri

PUBBLICATO IL 24 agosto 2022

Quesito:

Molti lettori ci scrivono per chiedere il parere dell’Accademia sul modo, che ha iniziato a diffondersi, specie nel linguaggio dei media, a partire dal 2020, di indicare gli anni come venti venti, venti ventuno, venti ventidue anziché duemilaventi, duemilaventuno, duemilaventidue.

In che anno siamo? Nel venti ventidue o nel duemilaventidue?

Nel presentare la classifica finale del Festival di quest’anno, Amadeus ha usato la formula Sanremo venti ventidue (anziché duemilaventidue). E nell’italiano orale non è certo un caso isolato: l’uso si è esteso al punto da essere accolto anche nello scritto giornalistico. Un esempio recente: il mensile dell’Automobile Club d’Italia (ACI) “l’Automobile”, nel numero di gennaio ha titolato un suo articolo Venti ventidue [occhiello: AutoFocus; catenaccio: Nuovo anno, nuovi modelli: restyling e debutti eccellenti, ecco le novità più importanti]. E molti altri esempi si potrebbero aggiungere. Sempre a proposito del Festival di Sanremo:

C’è chi sta zitto e buono ma, alla fine, fa più clamore di tutti: cronaca rumorosa dal festival VentiVentidue Hanno tutti ragione, per carità, ma il successo quasi travolgente della prima serata dice che hanno avuto ragione soprattutto loro, quelli che il Festival VentiVentidue lo hanno pensato e voluto così. (Antonio Dipollina, Zitti e buoni / 1: Måneskin, i Re Mida del mondo, Repubblica.it, 2/2/2022) [univerbato ma con la maiuscola a segnare il secondo membro]

Unico neo, perché pure Amadeus dice “venti-ventidue”, all’americana, anziché duemilaventidue, come noi italianuzzi? (Aldo Cazzullo, Il segreto di Amadeus: scompare ma è sempre lui che guida, “Corriere della sera”, Lo dico al Corriere, 5/2/2022, pag. 37) [con trattino alto a segnare la pausa dell’orale; con riprovazione].

La motivazione della formula è probabilmente duplice: un fattore di economicità linguistica (in venti ventidue si risparmiano una o due sillabe nel parlato e due lettere nello scritto rispetto a duemilaventidue) e, sicuramente ancora più rilevante, un calco dall’inglese, che legge 2022 in due blocchi twenty twenty-two (più breve dell’inusuale two thousand twenty-two). Sul fenomeno ha attirato l’attenzione Licia Corbolante, nel suo blog Terminologia etc. del 3 gennaio 2022, dove citava anche il meme virale nel quale la pronuncia twenty twenty-two poteva sembrar richiamare, per omofonia, quella di twenty twenty too (come a dire: “ancora un altro 2020!”, annus horribilis della pandemia). Il gioco di parole era riuscito anche l’anno prima, con twenty twenty-one, quasi omofono di twenty twenty-Wuhan (la città cinese dove tutto era cominciato). Corbolante non nasconde la sua antipatia per questa abitudine, ma in un suo blog precedente faceva eccezione per 2020 letto venti venti, con una aggiunta di espressività quasi giocosa dovuta alla reduplicazione, il cosiddetto “superlativo del sostantivo” (in inglese 20/20 indica anche, in oculistica, il grado di visus, il nostro “dieci decimi” e twenty twenty ha una connotazione oscena, di una f-word: cfr. Urban Dictionary s. v.).

Certo la diffusione di quest’uso è iniziata con 2020, favorita dalla citata reduplicazione, ed è proseguita nel 2021, come si vede dagli esempi:

[…] a maggio il Coni sceglierà la città che andrà a competere con il resto del mondo per i Giochi del “venti venti”. (Corrado Zunino, Olimpiadi 2020, ecco i progetti A Saxa Rubra il Villaggio atleti, “la Repubblica”, 11/12/2009, pag. 13 sez. ROMA) [discreto, con virgolette distanziatrici]

Ben ritrovati all’inizio di questi venti venti più due. Scritti in cifre, per indicare l’anno sul calendario, risultano 2022. (Gian Luca Favetto, Inizia un nuovo anno un anno insieme per condividere versi, “la Repubblica”, 2/1/2022, pag. 11 sez. CULTURA) [attestazione recente, anche giocosa]

L’inglesorum delle business school è insopportabile: perché scrivere “saving” anziché risparmio? Ancora peggio sono quelli che in tv dicono “ventiventi” anziché duemilaventi, o adesso “ventiventuno” anziché duemilaventuno. Torna in mente Alberto Sordi e il suo americano a Roma, che si ritrovava a strafogarsi di maccheroni (Aldo Cazzullo, Si dice duemilaventuno non “ventiventuno”. (“Corriere della sera”, Lo dico al Corriere, 17/1/2021, pag. 37) [con forte riprovazione; ripreso poi nell’es. cit. del 5/2/2022]

E così ancora per ventiventi in “Corriere della sera”, 6/8/2020, 16/12/2020, 21/12/2020; per venti ventuno [in corsivo nel testo orig.] in “Corriere della sera”, La Lettura, 24/10/2021, pag. 28; per ventiventuno in “Corriere della sera”, 18 e 21/5/2021 e nell’esempio precedente; per VentiVentuno [titolo di libro] in Repubblica.it, 18/6/2021 sez. Calcio.

Ma è attestato, nell’uso giornalistico, almeno un venti diciassette (citato ancora da Corbolante). E in rete troviamo anche venti sedici (Nuovi venti sedici anno numero scritto sul cartello in legno). Risalendo all’indietro quanto ad anni, ci imbattiamo ancora in un venti-dodici (“la Repubblica”, 15/4/2012) e in un VentiUndici accoppiato con un VentiDodici (“la Repubblica”, 25/1/2011).

Non sembra peraltro possibile risalire oltre, negli anni precedenti il 2010: non si direbbe diciannove novantanove per millenovecentonovantanove, per es., ma neppure venti zerosette per duemilasette.

In rete troviamo ancora esempi di numeri “a blocchi di due” non riferiti ad anni (Dalle ventiquattordici alle ventidiciannove) e la formula ha avuto fortuna anche nell’onomastica: a Venti Ventidue, Venti Ventuno e soprattutto a Venti Venti (anche univerbato: Ventiventi) sono stati intitolati esercizi commerciali di varia tipologia (ristoranti, pizzerie, bar, palestre, negozi di abbigliamento) in tutta Italia (troviamo p. es. un Venti Venti o un Ventiventi in insegne nelle province di Cuneo, Reggio Emilia, Modena, Perugia, Napoli).

Una possibile alternativa – che sarebbe anche un modo per economizzare ulteriormente, almeno nel parlato – sarebbe quella di eliminare del tutto le prime due cifre, come si è fatto non di rado nel corso dell’Ottocento e del Novecento: per es. il 1922 viene anche detto il Ventidue. Alcune date-simbolo si sono perfino lessicalizzate, acquisendo, nello scritto, anche la maiuscola: il Quarantotto (1848) col derivato quarantottesco, il Sessantotto (1968) con sessantottino, e così via. Ma il XXI secolo è ancora troppo giovane perché il 2022 possa essere detto Ventidue cancellando dalla memoria il 1922. Ecco un’altra possibile ragione del successo di venti ventidue, che però si spiega soprattutto con riferimento al modello fornito dall’inglese.

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